Persone e Team resilienti con LEGO® Serious Play®

La resilienza può essere descritta come “adattamento positivo di fronte al rischio o alle avversità” (Wright, Masten e Narayan, 2013).

Le persone resilienti sopravvivono e si riprendono dopo una battuta d’arresto, sviluppando maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e dei propri limiti.

Le persone altamente resilienti riescono a individuare il lato positivo in ogni cambiamento ed eccellono nel trovare un insegnamento in ogni esperienza negativa e applicarlo nei loro sforzi futuri.

Quali sono le fonti di stress che richiedono lo sviluppo della resilienza nei team?

I ricercatori hanno individuato almeno due:

una fonte interna determinata dal mancato contributo al lavoro di squadra di alcuni membri del team;

una fonte esterna che riguarda gli obiettivi, i requisiti e i cambiamenti di questi requisiti durante il lavoro di team (ÿavrak et al., 2019).

Risulta necessario che i membri del team sviluppino la resilienza per gestire con successo queste sfide interne ed esterne, prima di iniziare a performare come team.

Come sviluppare la resilienza nel team?

Partendo dal presupposto che la resilienza rappresenta un’abilità che può essere appresa, nei percorsi di sviluppo è essenziale assicurare almeno tre condizioni:

la qualità dei contenuti,

un metodo altamente partecipativo,

un processo di apprendimento trasformativo.

Per esempio, parlare di resilienza non porta allo sviluppo della resilienza. Se il metodo è solo divulgativo (es. ti dico come Daniel Goleman definisce l’intelligenza emotiva), le informazioni non produrranno un cambiamento comportamentale (risultato: non sviluppi l’intelligenza emotiva).

Lo sviluppo della resilienza ha bisogno di esperienze concrete (cioè metodo) di gestione delle possibili crisi e difficoltà (cioè contenuto).

Ho trovato interessante la tabella proposta da alcuni ricercatori* per definire la resilienza del team come processo suddiviso in tre fasi (prima, durante e dopo una crisi) con le relative capacità di cui i team hanno bisogno per superare momenti di crisi. La utilizzo per costruire percorsi di consulenza strategica:

Il metodo LEGO® Serious Play® permette di facilitare lo sviluppo della resilienza in tutte le tre fasi.

Secondo Robinson (2011), gli approcci ludici facilitano una maggiore interiorizzazione della conoscenza acquisita.

Quali benefici porta lo sviluppo della resilienza con LEGO® Serious Play®?

Di resilienza si parla tanto e non sempre con consapevolezza delle abilità che la compongono.
Utilizzare strumenti di assessment aiuta a dimostrare un prima e un dopo, dando la possibilità di misurare i risultati ottenuti per non restare nell’area dell’autoreferenzialità.
Per il successo del processo di sviluppo della resilienza, il background del facilitatore è essenziale: sia per assicurare un processo di facilitazione di qualità (il metodo), sia per i contenuti che porta e gestisce in aula (non basta il metodo).

Alcuni dei risultati che ho ottenuto nei workshop erogati in realtà nazionali ed internazionali:

  1. un aumento della motivazione intrinseca a livello individuale e di team
  2. maggiore capacità di apprendere insieme dalle difficoltà
  3. riduzione dello stress causato dai cambiamenti repentini
  4. sviluppo del problem solving creativo in contesti di team cross-funzionali
  5. sviluppo della comunicazione efficace e un accesso fluido alle informazioni (in team che utilizzavano le informazioni come potere o fornivano informazioni frammentarie).

Tutti elementi chiave per le performance dei team.

Se desideri diventare facilitatore nel metodo LEGO® Serious Play® e imparare da me sia il metodo sia i contenuti (inclusi gli strumenti di assessment) puoi iscriverti ad un training qui oppure contattami per un training in house (per le persone della stessa azienda).

*Alliger, Cerasoli, and Vessey 2015; Stoverink et al. 2020

Apprendimento trasformativo

I partecipanti ad un percorso trasformativo vivono esperienze di apprendimento strutturate con l’obiettivo di produrre un cambiamento di prospettiva.

Come si misura il successo di un percorso di apprendimento trasformativo?

Dopo tale esperienza, non tornare a vedere il mondo come lo vedevano prima, almeno in piccola parte, è la misura del successo del processo di apprendimento.

Come si struttura un percorso trasformativo?

Il facilitatore esperto di apprendimento trasformativo prepara e pianifica attentamente il percorso, seguendo le 10 fasi dell’apprendimento trasformativo di Mezirow (qui le fasi originali):

1. Un dilemma disorientante: un’esperienza che ha il potenziale per scuotere la comprensione del partecipante rispetto al tema.

2. Autoconsapevolezza: fare esperienza della propria individualità, delle emozioni, dei pensieri, delle motivazioni.

3. Una valutazione critica del proprio sapere: il partecipante riflette su ciò in cui credeva prima del dilemma e su come quella convinzione è stata messa in discussione da quel dilemma.

4. Comprendere che il processo di trasformazione è condiviso e che anche altri hanno vissuto un processo simile: il partecipante impara dalle esperienze descritte dagli altri partecipanti.

5. Esplorazione di opzioni per nuovi ruoli, relazioni e azioni: il partecipante inizia il processo di “apprendimento delle nuove regole” che si sono verificate a causa del dilemma iniziale e della sua reazione ad esso.

6. Pianificazione di una linea d’azione: il partecipante prende il controllo della propria esperienza e inizia a immaginare un futuro diverso, in cui può trarre vantaggio dal cambiamento di punto di vista.

7. Acquisizione di conoscenze e abilità per attuare il piano d’azione: la persona cerca ciò di cui ha bisogno per avere successo nel suo nuovo percorso.

8. Assumere nuovi ruoli/identità: la persona inizia a vedere se stessa sotto una luce diversa e prova nuove identità in quel “nuovo mondo”.

9. Costruzione di competenze e fiducia in se stessi nei nuovi ruoli: la persona padroneggia le nuove abilità.

10. Una reintegrazione nella propria vita sulla base delle condizioni dettate dalla propria prospettiva: il processo si completa con il partecipante al percorso che ha inserito gli elementi dell’intero viaggio nella propria quotidianità.

Risultato eccellente: l’autorealizzazione

In una prospettiva umanista è essenziale proporre l’apprendimento trasformativo per portare questo risultato: un cambiamento fondamentale di prospettiva e, idealmente, facilitare ed indirizzare il mindset della persona verso la propria autorealizzazione.

Una persona orientata all’autorealizzazione si può descrivere come aperta, consapevole, che accetta se stessa, che riesce ad adattarsi in modo creativo alle novità, capace di vivere con gli altri in armonia.

Imparare come fare: un metodo

Se vuoi imparare un metodo per strutturare esperienze di apprendimento trasformativo qui il link al training.

Come migliorare attraverso la sottrazione: via negativa

Quando parlo dell’antifragilità, uno dei concetti che colpisce di più è Via Negativa: imparare a migliorare attraverso la sottrazione.

Siamo abituati a pensare che aggiungere sia la via giusta per migliorare, per sanare una situazione, una relazione, un contesto. Siamo abituati ad una cultura del fare.

Le persone che allenano l’antifragilità valutano (anche) ciò che potrebbero rimuovere. 
Il “non fare” è un’azione attiva e ha effetti collaterali come il fare. 
Il “non fare” è generalmente sottovalutato. Servono chiarezza, coraggio, intelligenza emotiva e organizzativa per Non Fare.

Le persone che allenano l’antifragilità nel livello base imparano cosa e come eliminare.

Il Non Fare intelligente.

Mentre nel livello avanzato del percorso, imparano come individuare ed eliminare attività che producono effetti positivi, ma che sottraggono risorse ad iniziative che potrebbero generare benefici maggiori.

Manuela Toto descrive con una poesia il concetto di Via Negativa:

“Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti
insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore,

togli il tempo passato a inseguire le persone.

Togli lo sguardo da chi ti ha ferito,
Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro.
Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,
i compromessi che ti sporcano le scelte,
i sì concessi per adattamento.

La vera ricchezza non è aggiungere,

ma togliere.”

Iscriviti al percorso Diventare AntiFragile per allenare l’antifragilità: la capacità di prosperare leggendo le sfide e le difficoltà come opportunità per migliorare la propria vita e il business.