Ruolo delle Intuizioni nella Navigazione dei Cambiamenti Strategici

L’intuizione è un processo mentale attraverso cui arriviamo a una comprensione o a una soluzione improvvisa senza l’uso apparente di ragionamento analitico. L’intuizione si verifica spesso quando il nostro cervello riorganizza e riconnette le informazioni in modi nuovi e creativi, permettendoci di vedere le cose sotto una luce diversa.

Nella gestione di cambiamenti strategici e disruptive, il ruolo delle intuizioni è fondamentale, ma deve essere attentamente equilibrato con approcci analitici per garantire decisioni efficaci e sostenibili.

L’intuizione, sfruttando la profonda esperienza e le competenze tacite dei leader, può spesso precedere e ispirare l’innovazione, offrendo prospettive uniche e soluzioni pionieristiche che non emergerebbero da un puro ragionamento analitico. Tuttavia, le intuizioni non devono essere adoperate in modo isolato, il coinvolgimento delle persone (diverse generazioni, diverse funzioni o ruoli, diverse culture) producono diverse intuizioni.

Come le intuizioni influenzano la gestione dei cambiamenti strategici

  1. Scoperta di Opportunità: In momenti di rapido cambiamento, le intuizioni possono aiutare i leader a identificare nuove opportunità di mercato o innovazioni di prodotto che potrebbero non essere evidenti attraverso metodi di analisi tradizionali. Questo “colpo d’occhio” intuitivo può essere decisivo nel posizionare l’azienda per il successo futuro.
  2. Rapidità Decisionale: Di fronte a situazioni che richiedono risposte rapide, l’intuizione consente ai leader di prendere decisioni in tempo reale. Questo è particolarmente prezioso in ambienti ad alta volatilità, dove la finestra di opportunità per agire può essere estremamente breve.
  3. Sviluppo della Visione Strategica: Le intuizioni possono anche giocare un ruolo cruciale nello sviluppo di visioni a lungo termine che anticipano cambiamenti futuri e preparano l’organizzazione a sfide imminenti. Queste visioni intuitive, coltivate e validate attraverso l’esperienza, possono guidare l’intero processo di pianificazione strategica.

Impariamo come trasformare le nostre menti attraverso la coltivazione della saggezza e dell’intuizione.

Attivazione dell’Intuizione

  1. Esposizione a informazioni variegate: Esponendo il cervello a una vasta gamma di dati, esperienze e conoscenze, aumentiamo la probabilità di formare nuove connessioni. Questo ambiente ricco di stimoli può favorire l’emergere di intuizioni.
  2. Relax e distrazione: Spesso, le intuizioni emergono quando non siamo concentrati attivamente sul problema. Attività come fare una passeggiata, meditare, o occuparsi di compiti routinari possono distogliere l’attenzione conscia e permettere alla mente subconscia di lavorare, portando a soluzioni intuitive.
  3. Sonno e sogni: Il sonno gioca un ruolo cruciale nell’elaborazione delle informazioni e nella risoluzione creativa dei problemi. I sogni, in particolare, possono riflettere la riorganizzazione di idee e conoscenze, portando a intuizioni durante o immediatamente dopo il risveglio.

Riorganizzazione delle Conoscenze

Quando un’intuizione si verifica, il nostro cervello:

Riorganizza le informazioni esistenti: Attraverso il processo di pensiero non lineare, il cervello combina frammenti di conoscenza da diverse aree in modi nuovi e inaspettati.

Supera i blocchi mentali e le resistenze: Le intuizioni possono bypassare i limiti imposti dai modi di pensare convenzionali, permettendo di vedere oltre gli ostacoli o le false assunzioni.

Produzione di Nuove Soluzioni

  1. Sintesi di idee contraddittorie: Le intuizioni possono emergere quando il cervello trova un modo per conciliare o combinare idee apparentemente incompatibili o contraddittorie in una nuova soluzione coesa.
  2. Identificazione di collegamenti nascosti: L’intuizione può rivelare connessioni tra concetti che prima sembravano non correlati, portando a nuove prospettive e soluzioni innovative.
  3. Semplificazione e chiarezza: Spesso, una intuizione porta a soluzioni sorprendentemente semplici a problemi che sembravano complessi, mostrando percorsi chiari e diretti che erano precedentemente oscurati.

Allenare l’Intuizione

Per coltivare e valorizzare l’intuizione migliorando continuamente la tua capacità o le capacità intuitive del team:

  • Prendi nota delle intuizioni: Registrare i momenti di intuizione può aiutare a svilupparle maggiormente, e ad attivare la nostra consapevolezza rispetto alle circostanze che li favoriscono.
  • Pratica la riflessione: Dedicare tempo alla riflessione può aiutare a riconoscere schemi di pensiero e ad aprire la mente a nuove possibilità.
  • Crea un ambiente stimolante: Circondarsi di diverse fonti di informazione e di stimoli creativi può alimentare il processo intuitivo.

Strategie di Bilanciamento

Nonostante i suoi vantaggi, l’intuizione può anche portare a decisioni meno ottimali se non viene validata e affiancata da analisi approfondite. Per massimizzare l’efficacia delle intuizioni nella gestione dei cambiamenti strategici:

  • Verifica e Confronto: Le intuizioni devono essere sistematicamente verificate con dati e analisi. Questo approccio ibrido aiuta a mitigare i rischi associati alle decisioni basate puramente su percezioni soggettive.
  • Cultura del Feedback: Incoraggiare una cultura che valorizza il feedback continuo può aiutare a rifinire e a correggere le strategie basate su intuizioni iniziali, permettendo un adattamento e una calibrazione in corso.
  • Formazione e Sviluppo: Formare i leader a riconoscere e analizzare le proprie intuizioni può migliorare la qualità delle decisioni intuitive. Questo include la comprensione dei propri pregiudizi cognitivi e il miglioramento della capacità di riconoscere schemi validi.

In conclusione, mentre l’intuizione gioca un ruolo vitale nella navigazione di cambiamenti strategici e disruptive, la sua efficacia deriva dalla sua integrazione con rigorosi processi analitici. Solo attraverso questo equilibrio si possono sfruttare pienamente i vantaggi dell’intuizione senza cadere nelle trappole delle sue limitazioni. Questo approccio bilanciato non solo aumenta la probabilità di successo nei cambiamenti strategici ma rafforza anche la resilienza e l’agilità organizzativa di fronte a un ambiente imprevedibile e in continua evoluzione.

Creare il cambiamento desiderato: i buoni propositi e LEGO® Serious Play®

I buoni propositi sono come i mattoncini LEGO: piccoli pezzi che, una volta messi insieme, possono costruire grandi cambiamenti.

Ognuno di noi si ritrova a formulare nuovi obiettivi all’inizio di un nuovo anno, e spesso la sfida più grande è trasformare questi intenti in azioni concrete e reali.

È qui che entra in gioco il metodo LEGO Serious Play (LSP), un approccio innovativo che utilizza i mattoncini per aiutare le persone a esplorare idee, risolvere problemi e tradurre i propositi in realtà.

Il primo passo nel raggiungere i nostri obiettivi è spesso identificarli chiaramente.
Con il metodo LSP, questo processo inizia con la costruzione fisica di modelli che rappresentano i nostri obiettivi. Creare una rappresentazione tangibile di ciò che vogliamo raggiungere può aiutarci a comprendere meglio i dettagli e le sfumature dei nostri desideri, rendendoli più concreti e accessibili.

Il secondo passo riguarda il processo strategico di raggiungimento degli obiettivi.
Una volta che il nostro obiettivo è materializzato attraverso i mattoncini colorati, il passo successivo è esplorare le possibili strade per raggiungerlo. Utilizzando il LSP, si possono creare nuovi modelli LEGO che rappresentano le diverse vie da intraprendere per realizzare il nostro proposito. Questo processo di costruzione e riflessione permette di esplorare le nostre idee in modo giocoso e creativo, incoraggiandoci a considerare soluzioni diverse e innovative.

Un obiettivo senza un piano è solo un desiderio
Antoine de Saint-Exupéry

Il terzo passo riguarda il miglioramento in tempo reale sia degli obiettivi che del piano strategico.
L’aspetto più potente del metodo LEGO Serious Play è la condivisione. Una volta che abbiamo creato i nostri modelli del cambiamento, i nostri obiettivi e le possibili strade per raggiungerli, è il momento di condividere le nostre creazioni con gli altri partecipanti al workshop o alla sessione LSP. Questa condivisione permette di esplorare prospettive diverse, ricevere feedback e guadagnare nuove prospettive su come tradurre i nostri propositi in azioni concrete.

Inoltre, la facilitazione con LSP incoraggia la costruzione collaborativa, dove più persone contribuiscono alla costruzione di un unico modello che rappresenta un obiettivo condiviso.
Questo processo può favorire un senso di appartenenza e coinvolgimento, aiutando a creare un impegno condiviso nel raggiungimento di un determinato proposito.

È importante notare che il metodo LEGO Serious Play non garantisce automaticamente il successo nell’attuazione dei propositi, ma fornisce un approccio innovativo e coinvolgente per esplorare e affrontare i nostri obiettivi. Stimola la motivazione intrinseca e fa leva sui punti di forza delle persone e sulla loro capacità di fare accadere il cambiamento.

Il passaggio dai modelli LEGO alla realizzazione pratica richiede impegno, pianificazione e azione continua da parte delle persone.

One can choose to go back toward safety or forward toward growth. Growth must be chosen again and again; fear must be overcome again and again.
Abraham Maslow

Migliora continuamente creando cambiamento nel cambiamento.
La facilitazione con LSP allena la capacità di vivere positivamente il cambiamento e di cercare attivamente il miglioramento continuo.
Nel corso del tempo, i propositi possono evolversi e cambiare, e il metodo LEGO Serious Play offre uno spazio sicuro e creativo per esplorare queste modifiche senza rigidità.

In conclusione, i buoni propositi possono essere trasformati in realtà attraverso l’uso del metodo LEGO Serious Play, che sfrutta la creatività, la condivisione e la costruzione collaborativa per esplorare e attuare gli obiettivi desiderati.
Con un approccio giocoso e metodico, i mattoncini LEGO diventano strumenti potenti per costruire il futuro che desideriamo.

Coaching con LEGO® Serious Play®: sviluppare la leadership attraverso l’introspezione strategica

di Piero Vigutto

La metodologia LEGO® Serious Play® rappresenta un approccio unico e coinvolgente che trova applicazione in vari contesti aziendali. Il suo utilizzo può favorire la trasformazione culturale, stimolare l’innovazione e la creatività, la gestione del cambiamento, la risoluzione dei problemi complessi, lo sviluppo di un nuovo mindset e di nuove strategie.
Il coaching è un approccio fondamentale nello sviluppo della leadership e nell’ottimizzazione della comunicazione all’interno di un team.

Portando la profondità del metodo LEGO Serious Play nel contesto del coaching, si ottengono risultati tangibili attraverso l’esplorazione e l’approfondimento in 3 D di dinamiche personali e professionali.

Nel processo di coaching, LEGO Serious Play consente ai partecipanti di esprimere in modo metaforico e visivo le proprie sfide, aspirazioni e strategie di crescita. La costruzione di modelli in tre dimensioni diventa un veicolo per l’auto-riflessione, consentendo al coachee di visualizzare e rappresentare le proprie percezioni, connessioni e prospettive e dare inizio al cambiamento.

Il carattere ludico dell’esperienza rende il processo più coinvolgente e abbassa le barriere emotive, permettendo ai coachee di esplorare in profondità argomenti sensibili in modo più aperto.

Il coach, agendo come facilitatore, guida il processo, stimolando la consapevolezza, la chiarezza e la progettazione di azioni concrete.

LEGO Serious Play nel coaching è uno strumento potente per favorire la trasformazione personale e professionale attraverso una modalità di esplorazione creativa e interattiva.

Nel contesto della leadership, LEGO Serious Play offre un ambiente interattivo in cui i leader possono esplorare dinamiche di gruppo, identificare punti di forza e sfide, e sviluppare strategie di leadership più efficaci. La modalità ludica e tangibile di LEGO Serious Play favorisce un apprendimento profondo, consentendo ai partecipanti di esplorare concetti complessi in modo pratico e intuitivo.

Case study

Azienda in forte espansione, negli ultimi 3 anni ha aumentato il numero dei propri dipendenti del 60% sia con l’acquisizione di altre società, sia attraverso l’assunzione di personale . In questa situazione ne ha risentito largamente la comunicazione interna che è diventata più sfilacciata con la direzione mentre i vari asset hanno iniziato a sviluppare una comunicazione a silos. La direzione, consapevole di quanto sta accadendo, ha previsto intervento di coaching individuale per alcune figure apicali strategiche. Vediamo insieme il caso di un coachee a cui è stata proposta la metodologia LSP a valle delle sessioni di coaching, per addivenire ad un confronto con se stesso sui temi comunicazione, leadership e gestione degli obiettivi finalizzato alla maggior consapevolezza del ruolo e alla sedimentazione delle strategie utilizzate fino a quel momento.

Leadership

Attraverso il coaching con LEGO Serious Play, i leader possono sviluppare competenze di comunicazione autentiche e apprendere a gestire in modo più efficace le relazioni interpersonali all’interno del loro team. Durante le sessioni è emerso, come era già emerso durante le sessioni di coaching, l’assoluta adeguatezza del coachee a ricoprire il ruolo di capoufficio. La metodologia LSP ha garantito una maggiore sedimentazione dell’emerso. La visualizzazione e la disposizione dei mattoncini, unitamente alla riflessione antecedente e successiva alla sessione LSP, ha aiutato il coachee ad incamerare consapevolezze e potenzialità.

Comunicazione

Il coaching associato al LEGO Serious Play rappresenta un potente strumento per migliorare lo stile comunicativo e l’empatia del coachee. In primo luogo, attraverso l’esperienza pratica e visiva con i mattoncini LEGO, il coachee è incoraggiato a esplorare le dinamiche del proprio stile comunicativo in un ambiente non minaccioso. La costruzione di modelli tridimensionali può facilitare l’espressione di concetti complessi e emozioni che potrebbero essere difficili da verbalizzare direttamente.

Inoltre, durante le sessioni di coaching con LEGO Serious Play, il coachee è guidato a riflettere sulla propria comunicazione e ad esplorare nuove prospettive. La natura ludica dell’approccio favorisce un ambiente aperto e collaborativo, incoraggiando il coachee a esprimersi liberamente. Il processo di co-costruzione dei modelli con il coach può anche facilitare la comprensione reciproca, incoraggiando l’empatia.

Nel caso specifico il coachee ha rappresentato visivamente le sue esperienze e le sue prospettive, offrendo al coach un’opportunità unica di analizzare i modelli costruiti e fornire feedback personalizzato. Questo processo di riflessione e interazione tangibile ha facilitato una maggiore consapevolezza delle dinamiche comunicative tenute con i membri del team acquisendo consapevolezza che alcune strategie dovevano essere cambiate mentre il dubbio che nutriva sulla sua capacità di relazione empatica è stato fugato. Anche in questo caso LSP e coaching hanno aiutato il coachee a creare e sedimentare consapevolezze, modulare nuove strategie, ridurre il livello di stress.

Gestione degli obiettivi in ambienti complessi

L’integrazione del coaching con il LEGO Serious Play costituisce un approccio dinamico e efficace per aiutare il coachee a migliorare la gestione dei problemi complessi e raggiungere gli obiettivi prefissati. Durante le sessioni di coaching, il coach ha guidato il coachee nell’analisi dei modelli creati ed utilizzati, facilitando la riflessione critica e l’identificazione di strategie pratiche diverse per superare le sfide. La rappresentazione visiva delle dinamiche di squadra e degli obiettivi ha contribuito a migliorare la comunicazione e la collaborazione all’interno del team. Al coachee è stato offerto uno spazio sicuro per sperimentare, apprendere e sviluppare competenze essenziali per gestire problemi complessi e persegue con successo gli obiettivi professionali.

Conclusioni

La metodologia LSP unitamente a quella del coaching risulta particolarmente efficace anche nella gestione degli interventi one to one. A distanza di alcune settimane emerge, da un confronto con la direzione, che il coachee ha manifestato un cambiamento sostanziale nel rapporto con il team agevolando il lavoro e snellendo le procedure.

Non è mancata la rilevazione di una rinnovata capacità di motivare il team da parte del coachee soprattutto attraverso una comunicazione più efficace e una maggior fiducia nella sua capacità di relazione empatica.

Maggiormente propositivo, il coachee ha sviluppato strategie nuove e innovative nella soluzione di problemi complessi.

Di fronte al successo di questo progetto pilota, la direzione ha deciso di offrire questa possibilità a tutti i suoi manager.

Piero Vigutto è un HR Manager, autore, psicologo, facilitatore certificato nell’utilizzo del metodo LEGO® Serious Play®: https://www.linkedin.com/in/pierovigutto/

Persone e Team resilienti con LEGO® Serious Play®

La resilienza può essere descritta come “adattamento positivo di fronte al rischio o alle avversità” (Wright, Masten e Narayan, 2013).

Le persone resilienti sopravvivono e si riprendono dopo una battuta d’arresto, sviluppando maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e dei propri limiti.

Le persone altamente resilienti riescono a individuare il lato positivo in ogni cambiamento ed eccellono nel trovare un insegnamento in ogni esperienza negativa e applicarlo nei loro sforzi futuri.

Quali sono le fonti di stress che richiedono lo sviluppo della resilienza nei team?

I ricercatori hanno individuato almeno due:

una fonte interna determinata dal mancato contributo al lavoro di squadra di alcuni membri del team;

una fonte esterna che riguarda gli obiettivi, i requisiti e i cambiamenti di questi requisiti durante il lavoro di team (ÿavrak et al., 2019).

Risulta necessario che i membri del team sviluppino la resilienza per gestire con successo queste sfide interne ed esterne, prima di iniziare a performare come team.

Come sviluppare la resilienza nel team?

Partendo dal presupposto che la resilienza rappresenta un’abilità che può essere appresa, nei percorsi di sviluppo è essenziale assicurare almeno tre condizioni:

la qualità dei contenuti,

un metodo altamente partecipativo,

un processo di apprendimento trasformativo.

Per esempio, parlare di resilienza non porta allo sviluppo della resilienza. Se il metodo è solo divulgativo (es. ti dico come Daniel Goleman definisce l’intelligenza emotiva), le informazioni non produrranno un cambiamento comportamentale (risultato: non sviluppi l’intelligenza emotiva).

Lo sviluppo della resilienza ha bisogno di esperienze concrete (cioè metodo) di gestione delle possibili crisi e difficoltà (cioè contenuto).

Ho trovato interessante la tabella proposta da alcuni ricercatori* per definire la resilienza del team come processo suddiviso in tre fasi (prima, durante e dopo una crisi) con le relative capacità di cui i team hanno bisogno per superare momenti di crisi. La utilizzo per costruire percorsi di consulenza strategica:

Il metodo LEGO® Serious Play® permette di facilitare lo sviluppo della resilienza in tutte le tre fasi.

Secondo Robinson (2011), gli approcci ludici facilitano una maggiore interiorizzazione della conoscenza acquisita.

Quali benefici porta lo sviluppo della resilienza con LEGO® Serious Play®?

Di resilienza si parla tanto e non sempre con consapevolezza delle abilità che la compongono.
Utilizzare strumenti di assessment aiuta a dimostrare un prima e un dopo, dando la possibilità di misurare i risultati ottenuti per non restare nell’area dell’autoreferenzialità.
Per il successo del processo di sviluppo della resilienza, il background del facilitatore è essenziale: sia per assicurare un processo di facilitazione di qualità (il metodo), sia per i contenuti che porta e gestisce in aula (non basta il metodo).

Alcuni dei risultati che ho ottenuto nei workshop erogati in realtà nazionali ed internazionali:

  1. un aumento della motivazione intrinseca a livello individuale e di team
  2. maggiore capacità di apprendere insieme dalle difficoltà
  3. riduzione dello stress causato dai cambiamenti repentini
  4. sviluppo del problem solving creativo in contesti di team cross-funzionali
  5. sviluppo della comunicazione efficace e un accesso fluido alle informazioni (in team che utilizzavano le informazioni come potere o fornivano informazioni frammentarie).

Tutti elementi chiave per le performance dei team.

Se desideri diventare facilitatore nel metodo LEGO® Serious Play® e imparare da me sia il metodo sia i contenuti (inclusi gli strumenti di assessment) puoi iscriverti ad un training qui oppure contattami per un training in house (per le persone della stessa azienda).

*Alliger, Cerasoli, and Vessey 2015; Stoverink et al. 2020

Apprendimento trasformativo

I partecipanti ad un percorso trasformativo vivono esperienze di apprendimento strutturate con l’obiettivo di produrre un cambiamento di prospettiva.

Come si misura il successo di un percorso di apprendimento trasformativo?

Dopo tale esperienza, non tornare a vedere il mondo come lo vedevano prima, almeno in piccola parte, è la misura del successo del processo di apprendimento.

Come si struttura un percorso trasformativo?

Il facilitatore esperto di apprendimento trasformativo prepara e pianifica attentamente il percorso, seguendo le 10 fasi dell’apprendimento trasformativo di Mezirow (qui le fasi originali):

1. Un dilemma disorientante: un’esperienza che ha il potenziale per scuotere la comprensione del partecipante rispetto al tema.

2. Autoconsapevolezza: fare esperienza della propria individualità, delle emozioni, dei pensieri, delle motivazioni.

3. Una valutazione critica del proprio sapere: il partecipante riflette su ciò in cui credeva prima del dilemma e su come quella convinzione è stata messa in discussione da quel dilemma.

4. Comprendere che il processo di trasformazione è condiviso e che anche altri hanno vissuto un processo simile: il partecipante impara dalle esperienze descritte dagli altri partecipanti.

5. Esplorazione di opzioni per nuovi ruoli, relazioni e azioni: il partecipante inizia il processo di “apprendimento delle nuove regole” che si sono verificate a causa del dilemma iniziale e della sua reazione ad esso.

6. Pianificazione di una linea d’azione: il partecipante prende il controllo della propria esperienza e inizia a immaginare un futuro diverso, in cui può trarre vantaggio dal cambiamento di punto di vista.

7. Acquisizione di conoscenze e abilità per attuare il piano d’azione: la persona cerca ciò di cui ha bisogno per avere successo nel suo nuovo percorso.

8. Assumere nuovi ruoli/identità: la persona inizia a vedere se stessa sotto una luce diversa e prova nuove identità in quel “nuovo mondo”.

9. Costruzione di competenze e fiducia in se stessi nei nuovi ruoli: la persona padroneggia le nuove abilità.

10. Una reintegrazione nella propria vita sulla base delle condizioni dettate dalla propria prospettiva: il processo si completa con il partecipante al percorso che ha inserito gli elementi dell’intero viaggio nella propria quotidianità.

Risultato eccellente: l’autorealizzazione

In una prospettiva umanista è essenziale proporre l’apprendimento trasformativo per portare questo risultato: un cambiamento fondamentale di prospettiva e, idealmente, facilitare ed indirizzare il mindset della persona verso la propria autorealizzazione.

Una persona orientata all’autorealizzazione si può descrivere come aperta, consapevole, che accetta se stessa, che riesce ad adattarsi in modo creativo alle novità, capace di vivere con gli altri in armonia.

Imparare come fare: un metodo

Se vuoi imparare un metodo per strutturare esperienze di apprendimento trasformativo qui il link al training.

Come migliorare attraverso la sottrazione: via negativa

Quando parlo dell’antifragilità, uno dei concetti che colpisce di più è Via Negativa: imparare a migliorare attraverso la sottrazione.

Siamo abituati a pensare che aggiungere sia la via giusta per migliorare, per sanare una situazione, una relazione, un contesto. Siamo abituati ad una cultura del fare.

Le persone che allenano l’antifragilità valutano (anche) ciò che potrebbero rimuovere. 
Il “non fare” è un’azione attiva e ha effetti collaterali come il fare. 
Il “non fare” è generalmente sottovalutato. Servono chiarezza, coraggio, intelligenza emotiva e organizzativa per Non Fare.

Le persone che allenano l’antifragilità nel livello base imparano cosa e come eliminare.

Il Non Fare intelligente.

Mentre nel livello avanzato del percorso, imparano come individuare ed eliminare attività che producono effetti positivi, ma che sottraggono risorse ad iniziative che potrebbero generare benefici maggiori.

Manuela Toto descrive con una poesia il concetto di Via Negativa:

“Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti
insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore,

togli il tempo passato a inseguire le persone.

Togli lo sguardo da chi ti ha ferito,
Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro.
Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,
i compromessi che ti sporcano le scelte,
i sì concessi per adattamento.

La vera ricchezza non è aggiungere,

ma togliere.”

Iscriviti al percorso Diventare AntiFragile per allenare l’antifragilità: la capacità di prosperare leggendo le sfide e le difficoltà come opportunità per migliorare la propria vita e il business.

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Cinque tipi di pensiero per diventare AntiFragile

Essere antifragile significa essere capace di considerare l’imprevisto come il motore del proprio cambiamento e della propria capacità di evolvere.

L’antifragilità è quella caratteristica che permette a un sistema complesso (persone, team, organizzazioni) di trarre beneficio dai fattori di stress, dall’incertezza, dalla variabilità, da qualcosa che reca un danno.

Per lo sviluppo di una leadership antifragile dobbiamo allenare costantemente:

Il pensiero sistemico (Systems thinking)

connesso alla complessità, permette di comprendere perché non serve “controllare” un sistema, quanto serve creare opportunità di interazione e connessione tra le persone, e tra le persone e l’organizzazione. Allenare questo tipo di pensiero consente una lettura e una comprensione sistemica dell’organizzazione, è propedeutico per fare scelte strategiche.

Il pensiero strategico

è basato su informazioni logiche concrete, sui fatti. I pensatori strategici creativi cercano le opportunità e le colgono mentre disegnano il macro-percorso verso i risultati desiderati.

Il pensiero innovativo

è connesso alla gestione del cambiamento. Riguarda la capacità di cogliere stimoli, di cercare soluzioni innovative e originali, ampliando i possibili approcci alle situazioni e ai problemi. La creatività e la capacità di recepire e sfruttare gli stimoli all’innovazione e le occasioni di apprendimento sono tipiche del pensiero innovativo.

Il pensiero riflessivo

La pratica riflessiva facilita il pensiero critico e il processo decisionale, è essenziale per la gestione iterativa del cambiamento e per il miglioramento continuo.
La riflessione in azione si riferisce al pensiero rapido, consente di osservare una situazione, considerare perché sta accadendo e rispondere attingendo alle intuizioni, all’esperienza, senza soffermarsi solo su aspetti puramente tecnici.
La riflessione sull’azione è ciò che accade quando si considera di nuovo l’attività, quando si fa una retrospettiva e si valutano le opzioni per migliorare continuamente le risposte, le competenze, i comportamenti.

Il pensiero prospettico (Futures Thinking)

Quando il futuro è incerto, come possono le organizzazioni progettare e innovare in modo audace e sostenibile?

Allenando il pensiero prospettico pragmatico per immaginare, esplorare e anticipare il futuro. Questo tipo di pensiero è collegato alla necessità previsionale, ai trend evolutivi e agli scenari futuri.

La prospezione pragmatica ha fini pratici. Riguarda le scelte e le azioni che si dovranno fare, compreso l’individuazione dei diversi modi in cui queste potrebbero produrre risultati, su vari scenari e con diverse assunzioni di rischio.

Diventare AntiFragile

Nel percorso Diventare AntiFragile impari attraverso metodologie creative ed esplorative che facilitano lo sviluppo della capacità di gestire in maniera iterativa l’incertezza, i cambiamenti e la complessità.